Accinelli

Da Vie di Genova.

 

 
 
Mappa

 
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(via, salita, scalinata —, dalla spianata Castelletto).


Nella modesta casetta segnata col numero 17 di vico Tacconi del popolare sestiere di Pre, è una lapide, murata a cura della Confederazione operaia nel 1888, che ricorda come ivi abitasse e morisse il prete Francesco Maria Accinelli. Questi nato il 23 aprile 1700, si fece sacerdote e volse la mente alle ricerche storiche e agli studi cartografici. Nel 1732 disegnò, per incarico del governo, una carta topografica dell'isola di Corsica da servire nella guerra che allora aveva la repubblica contro quell'isolani ribelli. Rilevò anche le mappe dell'intero genovesato, e negli anni fortunosi del 1746 e 1747 rilevò la pianta della città e dintorni segnalando i punti da doversi maggiormente fortificare nella guerra contro gli austriaci. Mentre fu sacerdote esemplare, non mancò di fare il suo dovere di patriota, nel dicembre del '46, pugnando e suggerendo mezzi di difesa, specie dell'erta di Castelletto.

Scrisse un Compendio delle storie genovesi dai tempi antichi fino al 1776 che è reputatissimo, in particolare pel periodo suo contemporaneo meritando illimitata fede dal lettore; e un vasto lavoro di memorie storiche su Genova lasciò manoscritto, conservato nella civica Biblioteca.

Malgrado le sue virtù e il suo ingegno, l'Accinelli fu sfortunato e visse e morì povero, modesto cappellano del conservatorio di N. S. della Provvidenza. Un prete Poggi gli sottrasse il manoscritto della sua Liguria Sacra, che dedicò come cosa propria al governo della repubblica, dal quale ebbe in compenso un proficuo impiego. Più tardi subì le minaccie del patrizio Marcello Durazzo ch'egli aveva incolpato, nella Cronologia dei Dogi, di aver consegnate agli austriaci le chiavi della città nel '46 e nel '68 di aver proposto la cessione della Corsica alla Francia; e non potendolo colpire personalmente, il feroce patrizio ne fece ardere l'effigie sulla piazza di Banchi.

Disgraziata, come dissi, fu la sua esistenza, fors'anche per una certa angolosità e asprezza di carattere; ma s'ebbe sempre l'amore del popolo che lo conosceva buono e generoso, e che lo rimpianse profondamente quando la morte lo colpì il 7 ottobre del 1777 nella sua casetta di vico Tacconi. Nel prossimo vico delle Monachette la scuola civica elementare s'intitola dal nome del buon prete.

Anticamente la salita, era detta della Morte perchè vi trasportavano i giustiziati del Castellaccio.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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