Acquaverde
Da Vie di Genova.
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(piazza dell' —, da v. Balbi a v. A. Doria).
Il nome deriva forse dall'acqua del fossato di S. Ugo che ora traversa la piazza sotterra, prima all'aperto, formandovi uno stagno verde per le erbe prodotta dall'acqua stessa. Nel 1754 non era ancora proprio una piazza, i cui lavori cominciarono in quel torno, sotto la direzione dell'ingegnere francese Decotté. In tale località erano i monasteri di S. Paolo e S. Spirito, le porte di S. Tommaso e l'Annona, fabbricati che scomparvero con la costruzione della stazione ferroviaria e la sistemazione della piazza, dove nel 1846 si gettarono le basi del monumento a Cristoforo Colombo, compiuto solo nel 1862.
Nel sec. XVII e in appresso la piazza era meta del corso mascherato che partiva dalla spianata del Bisagno. Quì nel periodo rivoluzionario furono bruciati il Libro d'oro della nobiltà e le insegne dogali. Sotto la repubblica ligure, dopo la rivoluzione francese, la piazza fu per qualche tempo detta della Libertà. Vi venne eretta la statua di Napoleone I che fu poi demolita a furia di popolo quando l'imperatore cadde.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
