Agnello

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(piazza dell' —, dal v. omonimo a p. Pinelli).


E’ stato supposto che il nome a questa piazzetta derivasse dall'«agnello» che gli Spinola, proprietari di S. Luca e dintorni, usavano mettere all' esterno delle loro case; in ogni modo meglio era meglio chiamarla dei Cicala, perchè ivi è il loro palazzo edificato nel 1512 su disegni di Bernardo Cantoni. Una inscrizione ricorda come in quella località abitasse Lanfranco Cicala, gentiluomo, letterato e politico. Fiorì costui nel sec. XIII; ma s'ignora l'anno della sua nascita, nè si hanno della sua vita particolari notizie. Fu poeta, o meglio trovatore alla corte di Provenza, dove allora fiorivano le Muse. Amò una Borlenda che si disse appartenente alla casata dei Cibo e che sarebbe vissuta nella Provenza, dove il nostro Cicala pure dimorò lungamente e in quella armoniosa lingua lasciò le sue melodie. Si hanno di lui ventisei componimenti, editi dal Millot; parte espressione d'amore felice, parte di rimpianto e di disperata ambascia per la morte della sua dama, altri in onore di Tommaso di Savoia. Fu oratore nel 1241 per la repubblica genovese al conte Raimondo di Provenza., ed esercitò l'ufficio di giudice con perizia e animato da spirito patrio. Sembra che volgesse nella mente il pensiero di chiudersi in un convento, a quanto ne dice lo Spotorno, dopo la morte della sua inspiratrice, o quanto meno di ritirarsi a vita romita. Nel 1278 si decise Lanfranco Cicala e fare ritorno in ma partito da Provenza non sì tosto giunse nei pressi di Monaco venne assalito da sicari o da masnadieri e ucciso a pugnalate.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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