Alizeri Federigo

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via —, da v. Venezia).


Sebbene questo nostro concittadino sia morto il 28 settembre 1882 nella sua villa di San Biagio, ben pochi oggi sanno chi sia stato e che cosa abbia fatto.

L'Alizeri nacque in Genova il 27 dicembre 1517. I suoi vecchi erano calzettai e gli lasciarono una discreta sostanza. Studiò leggi, ma conseguita la laurea si volse tutto alle lettere, in cui ebbe a maestro Paolo Rebuffo. Fece le sue prime armi nell'Espero giornale letterario che si pubblicò in Genova dal 1841 al 1846, avendo a compilatori il Canale, il Silorata ed altri valenti. Nel 1842 fu rimproverato dalla Polizia per aver detta liberamente la sua opinione sopra una compagnia di commedianti che agiva al Teatro Diurno. Scrisse, per incarico, alcuni lavori d'occasione, e tra gli altri un Commentario delle cose accadute nella nostra città nel marzo e aprile del 1849; ma questo lavoro rimase inedito nell'Archivio Civico. Compilò le Notizie dei professori di disegno liguri dalla fondazione dell'Accademia ai giorni nostri, in tre volumi; e successivamente altra opera consimile dalle origini al sec. XVI, della quale si pubblicarono sei volumi; e un settimo di documenti trovasi inedito nell'archivio della Società Ligure di Storia Patria. Tradusse dal latino le Guerre di Spagna del Bracelli e lasciò inedita una commedia in versi martelliani, Il matrimonio di Goldoni.

Si occupò sopratutto d'illustrare Genova e Dante. Impiegò dieci anni a scrivere la Guida di Genova pel cittadino e pel forastiero, dapprima edita in tre volumi nel 1846, e dopo trent'anni riformata e pubblicata in un solo grosso volume. In quest'opera ogni via, ogni palazzo, ogni chiesa è illustrata minutamente, ne è data la storia, detto il nome degli artisti che vi lavorarono, indicate le pitture, le sculture, i pregi architettonici più singolari. Salvo la forma pesante e direi quasi indigesta, è un lavoro che nel genere non vi ha l'uguale.

Commentò poi Dante per tutto il lungo periodo del suo insegnamento: lo commentò in pubbliche conferenze, al Circolo Filologico e in riviste letterarie — in ultimo mise insieme la prima edizione genovese della Divina Commedia con ragionamenti e note in quattro volumi, che può stare alla pari delle migliori e più stimate. Il commento dell'Alizeri è più filologico che filosofico, più letterario che politico, con interpretazione guelfa, ma chiara, onesta, sincera. Il che non è piccolo merito.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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