Assereto Biagio
Da Vie di Genova.
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(ponte —, nel porto, già detto della Chiappella).
Fu cancelliere della repubblica e valentissimo nelle armi. E' ignota la data della nascita., nulla si conosce della sua giovinezza. Si segnalò nelle guerre contro i pirati e poscia fece immortale il suo nome quando gli fu commesso il comando di una flotta inviata in soccorso di Gaeta. Era il 1435. Alfonso V d' Aragona, quale figlio adottivo di Giovanna II, tentava la conquista del regno di Napoli e poneva assedio a Gaeta. Questa si rivolse per aiuti al duca di Milano che aveva allora la signoria sulla repubblica di Genova, la quale per aderire all'invito del patrono mandò Francesco Spinola con trecento soldati a difendere Gaeta, e malgrado fosse dissanguata facendo sforzi enormi riuscì a mettere insieme una flotta di dodici navi grosse, tre galere e una navicella. Il comando di questa armata venne affidato a Biagio Assereto il quale dovette usare non poca energia per indurre i suoi a partire essendo tempestoso il mare e infuriando una burrasca. Giunto l'Assereto in vista di Gaeta, dove stava schierata la numerosa flotta aragonese, invitò re Alfonso a desistere dall'assedio. Al re parve jattanza l'esortazione del genovese e contando sul numero maggiore delle sue navi, la mattina del 4 agosto attaccò battaglia presso l'isola di Ponza. La pugna durò tutto il giorno fierissima. Non fece difetto il valore nè da una parte nè dall'altra ma in sul fare della sera la flotta genovese era completamente vittoriosa. Re Alfonso consegnò la sua spada al nobile Giacomo Giustiniani, uno dei capitani agli ordini dell'Assereto, e si dichiarò suo prigioniero insieme al fratel suo re di Navarra e al fiore dei gentiluomini della corte. I genovesi fecero 5000 prigionieri e un bottino immenso.
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L'Assereto dopo questa vittoria continuò a prestare servizi al duca di Milano, che lo nominò governatore della sua capitale, e in tale qualità, sconfisse i veneti sul Po. Il Visconti, per compensarlo, lo creò signore di Serravalle, onde l'origine della nobiltà degli Assereto; e in Serravalle cessò egli di vivere nel 1455 dove si conserva ancora la sua tomba.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
