Baliano
Da Vie di Genova.
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(via —, da c. A. Podestà a p. S. Leonardo; e archivolto —, da p. Umberto I a v. Canneto il lungo).
Sotto questo archivolto una lapide ricorda chi fosse questo genovese. Giambattista Baliano nacque di patrizia famiglia nel 1582, e si distinse nello studio delle matematiche e delle scienze fisiche; sebbene anche nelle lettere, nella filosofia, nella giurisprudenza fosse più che mediocremente valente. Nel 1611 essendo commissario della fortezza di Savona, facendo oggetto dei suoi studi la gravità dei corpi, scoperse la legge naturale che dippoi fu rivelata da Galileo; ma solo nel 1688 vennero pubblicate le opere del Galileo e del Baliano, onde la disparità di trattamento fatta dalla fama ai due scienziati. Dal 1647 al 1649 il Baliano fu governatore di Savona; venne poi annoverato fra i dodici padri del Senato genovese che col titolo di governatori avevano la suprema potestà nelle materie civili. La prima opera edita dal Baliano fu quella sul moto naturale dei gravi, cui aggiunse poi due libri sopra i solidi e tre sui liquidi. Nel 1647 pubblicò un trattato sulla pestilenza: nel 1666 pubblicò dei dialoghi sulla virtù morale, sulla filosofia naturale, sulla luce e sull'anima del mondo. Aggiunse ancora un trattato dell'amicizia, sulle lettere di cambio e opuscoli di meccanica, di metafisica, ecc. Morì sulla fine del 1666. Il suo nome fu dato alla scuola tecnica di via Fieschi.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
