Bosco Bartolomeo
Da Vie di Genova.
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(via —, da v. Portoria a c. Podestà).
Il Bosco fu un grande giurista tra la fine del sec. XIV e il XV i cui consulti, stampati nel 1629, sono reputati dai competenti un vero monumento di sapienza. Dopo aver preso parte alle turbolenze politiche del dogato di Giorgio Adorno ed essere stato avvocato del Comune e, per suo conto, commerciante, si volse a compiere opere di beneficenza. Pensò costrurre due ospedali, uno per le donne, l' altro per gli uomini; e il primo di questi era già costrutto su terreni di sua proprietà nel 1423. Successivamente vi aggiunse una infermeria per gli uomini; ma non potendo co'suoi mezzi procedere oltre, con testamento 13 aprile 1429, stabiliva che i proventi di certi suoi capitali nelle compere di S. Giorgio fossero lasciati a moltiplico fino a che non si avessero i denari sufficienti allo scopo.
Col concorso di generosi cittadini e poi con la fusione in uno dei tredici istituti ospedalieri, allora esistenti in Genova, sul finire del 1473 l'idea del Bosco potè avere una pratica attuazione, con l'Ospedale Grande di N. S. della Misericordia, trasformato in seguito nell'attuale ospedale di Pammatone.
In questa via fu costrutta nel 1488 la chiesa della SS. Annunziata, detta dell'Olivella dalla località così denominata, e detta anche di S. Caterina, ma demolita, per la formazione della nuova cinta decretata nel 1539, fu riedificata nella saconda metà del secolo e d'allora è eletta Annunziata di Portoria.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
