Bracelli
Da Vie di Genova.
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(via —, dalla sal. Multedo a v. Barnabiti).
I Bracelli furono originari della Spezia, provenienti da una borgata di tal nome trasferitisi in Genova verso la metà del sec. XIII. Era famiglia di notari distinta e ascritta alla nobiltà. Jacopo nacque in Sarzana, non si conosce bene l'anno; ma si sa che tra il 1430 e il 1457 ebbe la carica di cancelliere della repubblica. Nel 1435 fu mandato dal suo governo ambasciatore al pontefice Eugenio IV. Colà acquistò tale simpatia e tanta rinomanza che il papa Nicolò V lo invitò dappoi a recarsi presso di lui nella carica di segretario apostolico; ma il Bracelli declinò la lusinghiera offerta., rimanendosene nel modesto suo ufficio patrio. Fu in relazione coi più dotti latinisti e letterati del suo tempo, ed egli stesso ci lasciò scritti da farlo classificare tra i migliori umanisti di quel secolo. Oltre alle lettere, alle orazioni e ad alcune dissertazioni, scrisse una lodatissima storia della guerra di Genova contro il re d'Aragona in cinque libri, la cui aurea latinità fu paragonata a quella di Sallustio. Venne tradotta in italiano dall'Alizeri. Una edizione completa degli scritti del Bracelli venne fatta a Roma nel 1573.
Una Virginia Bracelli fu la fondatrice delle suore del Rifugio, nella prima metà del sec. XVII; un G. B. Bracelli fu pure pittore di qualche fama in quel torno di tempo.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
