Campo Pisano

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(vicoli e piazza —, dalla salita Montagnola della Marina).


La località è così menzionata in atti del 1039 e del 1238 e serviva di cimitero ai prigionieri sia pisani che d'altre genti venuti a morte in Genova. Era luogo solitario, e sorvegliato dai reggitori della cosa pubblica perchè nessun altro vi fosse seppellito, ed era vietato che in quella località si potesse alienare, locare, vendere, donare. Però nel 1500 s'incominciò a fabbricarvi case, tanto che il Giustiniani nel 1536 ne contava quarantasette.

Aggiungo, circa la denominazione della località, l'opinione popolare, forse inesatta, che derivi dalla finale lotta tra Pisani e Genovesi nel sec. XIII. Come è noto, tra le due repubbliche correva odio mortale, volendo l'una prevalere sull'altra.. Nel 1282, a cagione d' un signorotto di Corsica che s'era rivolto ai pisani per aiuti contro i genovesi, si riaccese terribile guerra che proseguì con vicende diverse, ma quasi sempre dannose per Pisa, per tutto l'83 e parte dell' 84. In questo anno la flotta pisana, forte di 72 galee, sotto il comando del veneto Alberto Morosini muoveva verso Genova braveggiando. I genovesi, esasperati, armavano in pochi giorni una flotta di 90 galee e sotto il comando di Oberto Doria la mandavano contro la pisana.

Il Doria tentò di attaccare subito il nemico, ma questo si ritrasse in Portopisano, inseguito dalla flotta genovese che dava fondo alla Meloria,. Era il 6 agosto. La lotta tra le due armate si attaccò vigorosamente da una parte e dall'altra; ma i genovesi, pel numero, e pel tradimento del conte Ugolino della Gherardesca che abbandonò colle sue navi il campo, ebbero la vittoria. Il mare era ingombro di feriti e di morti. Ben 5000 pisani lasciarono la vita in quella battaglia, e 9000 furono condotti in Genova prigionieri, compreso il supremo capo Morosini.

La repubblica deliberò che a ricordo della vittoria ogni anno il 6 agosto fosse offerto un pallio di broccato d'oro alla chiesa di San Siro.

I pisani condotti qui prigionieri sarebbero stati allogati in questa località e vi avrebbero vissuto lunghi anni in misero stato, fino a che dopo la rotta del 1290 a Portopisano fu conclusa definitivamente la pace fra le due città. In quei tempi era uso dire che chi voleva veder Pisa doveva recarsi in Genova, tanti erano qui i pisani e così decimata ora la popolazione di quella città. Ben pochi però, dopo la pace, tornarono in patria, essendo morti la maggior parte qui prigionieri.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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