Castelletto
Da Vie di Genova.
| |
| ||||
|
(salita, scalinata, spianata di —, da sal. S. Francesco, da sal. S. Gerolamo,da c. Paganini).
I romani lo chiamavano Monte Albano e per molto tempo ancora., nel medioevo, fu chiamato così dai Genovesi. Da tempi remoti dovette essere munito di fortificazioni, poichè la prima indicazione che s'ha in atti di questa località nel 952 accenna ad una via che va in Castelletto, quale denominazione si riferisce indubbiamente ad un piccolo castello o a una torre a guardia della città fuori la cinta. Nel 1120 è pure menzionato il planum di Castelletto che i Consoli dello Stato vollero in proprietà, togliendolo all'abbazia di S. Siro, riconoscendone la importanza strategica. La torre di Castelletto nel 1335, ai 25 febbraio, fu luogo di fiera zuffa tra guelfi e ghibellini, cadendo nelle mani di questi ultimi. Il 17 agosto 1394 i seguaci dei Zoagli, contro il doge Antonio Guarco, s'impadronirono della torre e scesero a Fossatello per doporre il Guarco, ma furono costretti a riparare nella torre. Nel 1402, mentre Genova era sotto la Francia, narra il Giustiniani, «si ampliò la torre di Castelletto e si ridusse in forma di castello e se gli fecero muraglie grosse e forti e in mezzo una grossa torre e due altre in la estremità della muraglie, e si ruinò la chiesa di Sant'Onorato che era vicina alla fortezza e fu ordinato, per il governatore, che dentro al Castello si facessi una nuova chiesa in onore di Santi Onorato». Quando nel 1409 i genovesi vollero svincolarsi dalla signoria straniera, i francesi trovarono rifugio nel Castelletto. Nel 1413 il popolo insorto volle demolire la fortezza; questa venne rifatta sotto il regime di Filippo Maria Visconti duca di Milano, e demolita ancora quando venne cacciata quest'altra signoria. Giano Fregoso fece rifare la fortezza nel 1448 e in seguito venne ringagliardita di nuove opere, ma dopo il 1528, cacciati un'altra volta i francesi, il tutto venne demolito, salvo alcuni bastioni. Un secolo dopo la fortezza fu ancora rifatta ed ampliata e guernita di truppe tedesche e svizzere agli stipendi della Repubblica. Col tempo, minacciando rovina, il forte venne in gran parte ricostrutto ed ampliato dal 1818 al 1828. Venti anni dopo i genovesi lo vollero distrutto: fu oggetto di discussioni nel Parlamento Subalpino e a soddisfare il desiderio dei cittadini venne concessa la distruzione, che fu eseguita rapidamente nel 1849. Là dove esisteva quel forte grandioso ora sorgono grandiosi fabbricati per private abitazioni.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
