Cavallo Emanuele

Da Vie di Genova.

(Reindirizzamento da Cavallo)
 

 
 
Mappa

 
Immagini
non ci sono immagini

(salita —, dalla spianata Castelletto alle mura delle Chiappe, già dell'Agonia, perchè vi transitavano i condannati a morte condotti al supplizio sugli spalti delle mura).


Un fatto glorioso compendia tutta la vita del Cavallo. Dopo il brevissimo dogato di Paolo da Novi, Luigi XII aveva ricuperata la signoria della città: ma non la tenne lungamente, chè nel 1512 Giano Fregoso riuscito a rientrarvi con alcuni soldati si fece eleggere doge e, sollevato il popolo contro il dominio straniero, cinse d'assedio le fortezze presidiate da truppe francesi. Quella di Castelletto in otto giorni si arrese; ma la Briglia — la fortezza fatta costruire da Luigi XII a Capo di Faro per imbrigliare la città — resistette energicamente. Stava tuttavia all'ultimo per arrendersi dalla fame, quando una nave francese con bandiera genovese si avvicinò alla Lanterna e si mise a sbarcare vettovaglie per gli assediati.

Erano i genovesi sbalorditi di tanto ardimento, quando Emanuele Cavallo, cittadino Popolare, si presenta al Senato e si offre di toglier via quella nave soccorritrice se gli vien dato una galera armata dì 300 giovani da lui scelti.

La proposta è accettata; e il Cavallo scelti i giovani ardimentosi, coadiuvato da Andrea Doria, sale sopra una nave e con questa si getta tra la nave francese e la spiaggia. Dalla fortezza fulminavano le artiglierie e precipitavano enormi massi di pietra; ma il Cavallo di nulla curante, salta sulla nave francese, colle proprie mani toglie gli ancoraggi, indi con uncini di ferro l'abbranca e trattala fuori a violenza la trascina sulla spiaggia, di Sampierdarena.

Mentre il Cavallo in questa guisa toglieva il soccorso alla fortezza, Benedetto Giustiniani, visto che il capitano della nave nemica lanciatosi in mare cercava di salvarsi a nuoto, gli si lancia a sua volta dietro, lo raggiunge e lo conduce prigioniero a bordo.

Emanuele Cavallo, entrato in città dopo il fatto glorioso, s'ebbe gli applausi del popolo, 700 ducati d'oro e lo sgravio per sè e sua discendenza di qualunque gabella.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


Strumenti personali
Google AdSense