Cavallo Emanuele
Da Vie di Genova.
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(salita —, dalla spianata Castelletto alle mura delle Chiappe, già dell'Agonia, perchè vi transitavano i condannati a morte condotti al supplizio sugli spalti delle mura).
Erano i genovesi sbalorditi di tanto ardimento, quando Emanuele Cavallo, cittadino Popolare, si presenta al Senato e si offre di toglier via quella nave soccorritrice se gli vien dato una galera armata dì 300 giovani da lui scelti.
La proposta è accettata; e il Cavallo scelti i giovani ardimentosi, coadiuvato da Andrea Doria, sale sopra una nave e con questa si getta tra la nave francese e la spiaggia. Dalla fortezza fulminavano le artiglierie e precipitavano enormi massi di pietra; ma il Cavallo di nulla curante, salta sulla nave francese, colle proprie mani toglie gli ancoraggi, indi con uncini di ferro l'abbranca e trattala fuori a violenza la trascina sulla spiaggia, di Sampierdarena.
Mentre il Cavallo in questa guisa toglieva il soccorso alla fortezza, Benedetto Giustiniani, visto che il capitano della nave nemica lanciatosi in mare cercava di salvarsi a nuoto, gli si lancia a sua volta dietro, lo raggiunge e lo conduce prigioniero a bordo.
Emanuele Cavallo, entrato in città dopo il fatto glorioso, s'ebbe gli applausi del popolo, 700 ducati d'oro e lo sgravio per sè e sua discendenza di qualunque gabella.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
