Darsena

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(Piazza della —, da v. Carlo Alberto).


Fin dal 1276 «presso il Molo che si continua con la chiesa di S. Marco, come si legge nel Giustiniani, fu cominciato un ricettacolo ossia una stazione secura per li vascelli marittimi che genovesi nominavano Darsena»; ma la Darsena ancora oggi esistente presso il ponte Parodi, trasformata in emporio commerciale a cura del municipio che ne è proprietario, e da cui piglia nome la piazza, fu fatta nel 1283, quale arsenale marittimo per la costruzione delle navi. A questa fabbrica, riferisce lo Stella, si applicarono diecimila marche d'argento del bottino pisano. Nel 1312 vi fu fabbricata una torre e nel 1402 ve ne furono edificate altre due. Nel 1416 il doge Tommaso di Campofregoso ordinò che fosse purgata, e per asciugare l'acqua vi lavorarono 800 persone al giorno. Altri lavori d'ingrandimento vi vennero effettuati nel 1545.

Dal 1846 al 1851 fu costrutto vicino alla Darsena un bacino di carenaggio, su progetto del maggiore Damiano Sauli. Fu pensato allora di utilizzare la Darsena come dock commerciale: furono compilati molti progetti; ma senza risultato, chè solo con legge 31 dicembre 1870 venne approvata una convenzione tra il Governo e il Municipio di Genova mediante la quale la Darsena e il Bacino di carenaggio passarono in proprietà municipale. Parecchi anni dopo, e cioè verso il 1890, il Municipio ne assunse la diretta gestione.

La Darsena è divisa in quartieri che portano i nomi di Famagosta, Metelino, Tabarca, Galata, Giaffa, Scio, Colombo. Le vie si chiamano: Marino Boccanegra, Francesco Vivaldi, Megollo Lercari; e le calate: Ansaldo De Mari, Andalò di Negro e Simone Vignoso.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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