Dieci Dicembre
Da Vie di Genova.
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(passo —, da c. Ugo Bassi a sal. Oregina).
Il popolo, al grido di viva Maria e viva la Libertà, attaccò così furiosamente la commenda di S. Giovanni e i due monasteri di S. Tommaso e S. Spirito, occupati dagli austriaci, che questi, fatta breve resistenza, si lasciarono prendere prigionieri. E proseguendo con eguale impeto l'attacco, in breve i genovesi sloggiarono il nemico dalla porta di S. Tommaso, raggiungendo l'altura di San Benigno dove una batteria austriaca stava per fulminare la città e che invece voltarono contro i nemici verso Sampierdarena, e attaccarono le porte della Lanterna.
I Bisagnini da loro parte avevano attaccato i corpi di guardia austriaci alla Pila, alla porta Romana, e per Albaro, come a Montesano pel borgo Incrociati, e su per Marassi, fecero prigionieri quanti soldati vi si trovavano, girando ancora su per le mura ad attaccare di fianco gli austriaci verso San Benigno. Cacciati gli austriaci dal basso Bisagno e dalle alture contornanti la città, anche la porta della Lanterna cadde in mano del popolo che inseguì il nemico per Sampierdarena, costringendolo a precipitosa fuga. Gli alloggiamenti caddero in mano del popolo e molti soldati furono fatti prigionieri nel passaggio della Polcevera, perchè assaliti, al suono delle campane, dai polceveraschi, i quali travagliarono assai la ritirata del Botta verso la Bocchetta. La notte seguente i cittadini genovesi, lasciata buona guardia nei punti occupati, se ne tornarono alle loro case, felici di aver liberato la patria dal. prepotente nemico e disposti a proseguire la guerra che prevedevano avrebbe mossa, alla loro repubblica, l'imperatrice Maria Teresa. In appresso, finita con la pace d'Aquisgrana la guerra, i Collegi della repubblica decretarono che a memoria delle gloriose gesta del popolo si recassero ogni anno solennemente, il 10 dicembre, al santuario di Oregina per ringraziare Dio della vittoria conseguita; quale pia usanza, sospesa nel 1796, fu ripigliata dal Corpo Decurionale il 10 dicembre 1846 e viene tuttavia modestamente continuata dalla civica amministrazione.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
