Dinegro (villetta)
Da Vie di Genova.
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(salita e villetta —, da sal. S. Caterina e da p. Corvetto).
La villetta, che nel sec. XVIII era del patrizio Ippolito Durazzo, nel 1802 passò in proprietà e quale soggiorno del marchese Gian Carlo Dinegro, uomo di molto ingegno, cultore degli studi e poeta, il quale amava raccogliervi amici intelligenti ed ospitarvi quanti valentuomini capitassero in Genova. Così vi furono volta a volta il Monti, il Perticari, il Biondi, il Ricciardi e altri che ommetto per brevità. Una sua figliuola, Laura Spinola, confortava d'amore, nei poetici viali della villetta, Giovanni Ruffini, se vogliamo credere al suo Lorenzo Benoni, Agostino Ruffini se crediamo alle sue note autobiografiche edite dal Cagnacci.
Deceduto il marchese, mecenate d'artisti, il Municipio attivò pratiche per acquistare la villetta, le quali durarono parecchi anni fino a che furono esaurite nel 1863. Così la villetta divenne giardino pubblico e insieme pantheon di uomini illustri per i molti busti che vi sono disseminati.
La salita da via S. Caterina avrebbe accesso alla villetta, ma il passaggio è chiuso.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
