Firenze
Da Vie di Genova.
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(corso —, dalla spianata Castelletto a c. Dogali).
Scoppiata la guerra nel '48 partì per la Lombardia, capitano della compagnia dei bersaglieri genovesi. Nel '49 Genova insorta, dopo la rotta di Novara, lo ebbe a segretario del governo provvisorio; quindi riparò a Marsiglia dove scrisse e pubblicò anonimo una breve Storia di quella rivoluzione, operetta divenuta oggi rarissima.
Ritornato in patria, esercitò l'avvocatura, quindi fu nominato professore di lettere italiane nell'Istituto Tecnico, ed in appresso bibliotecario nell'Università. Dopo la morte di Pietro Giuria, il Baccelli offerse la cattedra di letteratura al Barrili che declinò l'incarico, e allora fu nominato Emanuele Celesia.
Fu più volte consigliere comunale ed assessore alla Pubblica Istruzione, e fu presidente del Comitato Ligure per l'educazione del popolo, facendosi propugnatore dell'istruzione popolare, alla quale molto conferì con la istituzione di scuole e con la fondazione dell'Istituto dei Rachitici.
Delle sue opere storiche è sempre consultata la seconda parte della Storia dell'Università, ch'egli scrisse in continuazione del lavoro di padre Isnardi; ed è pure considerato l'opuscolo Porte e vie strate dell'antica Liguria. Quanto alle Storie del secolo XVIII e alla Congiura del conte Fieschi si possono qualificare piuttosto romanzi storici che vere opere di storia. Il Canzoniere contiene qualche poesia pregevole; ma è troppo retorico. Così oggi sono affatto dimenticati alcuni romanzetti e alcuni lavori tragici ch'ebbero a suo tempo un certo incontro.
Alla parte femminile fu dato il nome di Maria Mazzini, la madre dell'Apostolo dell'Unità Italiana. Di famiglia Drago, nacque in Genova il 31 gennaio 1774, sposò il dottor Giacomo Mazzini, e morì il 9 agosto 1852. Fu donna di rara intelligenza, di spiriti virili, di nobile cuore che andava orgogliosa del suo Pippo di cui secondava gli ardimenti e le idealità.
Nella medesima strada è pure un'altra scuola elementare poi tracomatosi.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
