Indoratori
Da Vie di Genova.
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(vico —, da v. Conservatori del mare alla sal. Arcivescovato).
Sulla casa che forma angolo con vico Scudai, è una inscrizione, ora tutta libera dall'intonaco, che venne scoperta e già messa in luce nel 1860. Questa lapide ricorda che il primo di maggio 1411 venne fatta ivi una Loggia dai nobili De Camilla e De Lercari per uso perpetuo e comune di essi e dei loro successori. La Loggia nel sec. XVIII era tramutata in un oratorio di S. Francesco di Paola chiuso nel 1810. Le due famiglie sono estinte da assai tempo; prima anzi cessò la Camilla che nel 1528 entrò a far parte dell'albergo Lercari.
La famiglia Camilla, oriunda d'Albenga, apparteneva alla nobiltà più cospicua e seguitò prima la fazione ghibellina poi la guelfa. Era ricchissima e possedeva case e torri nelle vicinanze del campo dei fabbri, l'attuale Campetto, come scrive lo Staglieno. Ivi trovavasi pure la chiesa di S. Paolo, fatta edificare nel 1217 da Simone Camilla in unione ai suoi figli.
I De Camilla occuparono importanti uffici nel Comune e altri si segnalarono nella carriera ecclesiastica. Un Antonio era vescovo di Luni verso il 1300; un Tedisio fu identificato dal prelodato Stagliano come vescovo di Torino nella stessa epoca. Un altro Tedisio, zio del precedente, fu fondatore del monastero di S. Chiara d'Albaro pel quale destinò il suo palazzo e i suoi beni di San Martino d'Albaro. Questo Tedisio era ricchissimo, poichè, oltre quanto aveva in Genova, possedeva i castelli di Pasturana e di Tassarolo. Un Tedisio fu pure vescovo nella Linguadoca nel 1216.
I Lercari erano pure ricchissimi e possedevano palazzi e torri in Genova e fuori (v. Lercari, scalinata.).
Rimpetto alla casa in parola, altra lapide del 1624 ricorda una Fidecommisseria Zignago.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
