Lagaccio

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via del —, da salita S. Rocco).


Così denominata la via e tutta la località da un lago artificiale, largo 100 m. lungo 500, creato nel 1539 dal principe Andrea Doria col consenso del governo, usufruendo le acque piovane e quelle della vallata. Fece costruire un forte muro formante la diga e incanalò l'acqua per uso della peschiera nel suo palazzo e per alimentare un lavatoio dallo stesso principe fatto costruire anche pel pubblico.

Il lago è traversato dal fossato già detto di S. Tommaso, dalla chiesa ora distrutta presso la quale sboccava in mare, ed ora del Lagaccio. Ivi nel 1652 il governo della repubblica costrusse una piccola fabbrica di polveri; nel 1835 il governo sardo diede l'incarico ad Agostino Chiodo di provvedere all'ingrandimento di tale locale. Ma venne fuori un fabbricato con altri edifizi aderenti, e quindi una grande fabbrica di polveri con una direzione tecnica d'Artiglieria. La strada poi, fu aperta nel 1652 e in seguito proseguita a collegarsi con la strada militare. Rimpetto al polverificio era una volta una fabbrica di biscotti (ora dovunque manipolati) che, dal luogo dove esisteva, han preso il nome di biscotti del Lagaccio.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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