Lasagnaio
Da Vie di Genova.
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(passo del —, da v. Bianchetti a quella del Lagaccio).
Forse qualcuno si segnalò nella lavorazione e cottura delle lasagne o qualcuno fu così chiamato per soprannome. Si narra, a proposito della squisitezza delle lasagne, che un grosso villico capitato a Genova in un'osteria, dopo aver mangiato diverse porzioni di quella pasta, domandò come si chiamasse e uscito di bottega andò per la strada ripetendone di continuo il nome per non dimenticarlo. A un certo punto battè del piede contro un sasso, facendo sangue. Il colpo e il dolore gli fecero dimenticare il nome di quel cibo dilettoso e si disperava, smaniava dicendo: l'ho perduto! Una donna, compassionandolo, gli domandava che avesse smarrito e intanto lo consigliava a farsi medicare il piede; ma il villico incurante di ciò, non faceva che ripetere: l'ho perduto! Allora la donna impazientita data una crollatina di spalle lo piantò in asso dicendogli: lasagnâ. E il villico, tutto giulivo, a riprendere la corsa, borbottando: lasagne, lasagne...
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
