Maragliano Antonio Maria

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via —, da v. XX Settembre a v. Cavalletto).


Nella demolita chiesa di N. S. della Pace era seppellito lo scultore in legno Anton Maria Maragliano o Maraggiano, come si legge nel Ratti, il quale nacque nel 1644 da povera gente e allogato presso un mediocre scultore come garzoncello, sebbene non incoraggiato dal maestro, per naturale tendenza dell'intelletto, si diede a modellare; e in breve riuscì valente da scolpire da sè dei buoni crocifissi per gli Oratorii, allora tanto numerosi in Genova, e accompagnatosi a un Della Torre, modesto scultore, tolse a pigione un locale in via Giulia, aprendo studio e ricevendo scolari. Eseguì allora una grande quantità di gruppi, di casse istoriate, di Cristi, di Madonne, di santi, figure di grandezza naturale e più, e figurine minuscole graziose — di cui sono popolati gli oratorii di Genova e i santuari della Liguria. A Sturla, a Rapallo, a Levanto, a Chiavari, a Savona, a Pegli sono opere sue pregiate. Nella nostra città se ne hanno diverse nella chiesa dell' Annunziata e in quella di S. Matteo, e non pochi di quei gruppi che portavano in giro per le vie le casaccie uscirono dal suo scalpello. La fama del Maragliano oltrepassò i confini della sua terra natale, ed egli fu ricercato per ogni parte d'Italia e in Ispagna e in America, dove si ammirano lavori suoi e de' suoi scolari. Fu uomo onesto e le ricchezze guadagnate col suo ingegno prodigò nel bene e a pro' degli amici. Morì nel 1741 per febbre violenta, amato e rimpianto da tutti, lasciando nome d'insuperabile artefice nella scultura in legno.

Nella medesima via, in apposito fabbricato, trovasi l'istituto o Collegio privato dei barnabiti intitolato a Vittorino da Feltre ovvero Vittorino dei Rambaldoni nato in Feltre nel 1379 che fu pedagogista valente a' suoi tempi, morto in Mantova, dove aveva aperta la sua Casa Gioiosa (così si nomava la casa di educazione che aveva aperta per l'amenità del luogo e per la festività con cui voleva impartito l'insegnamento) nel 1446.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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