Marassi

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via —, da v. Monticelli).


Tutta la località, nelle carte medioevali detta Marasce, Marassio e Matarego, che si denomina ancora così (non la sola strada), prima del 1873 costituiva un Comune indipendente insieme alla frazione di Quezzi. Il nome è antichissimo e Gerolamo Serra lo vuol derivato da un Mars, capitano romano che quivi forse abitava. La supposizione è legittima; ma sia questi od altri che diede nome alla località, è legittimo creder. che sia derivato da persona. Fin dal 1172 e dal 1188 si trovano un Mainone e un Oliviero de Marassi locatari di molini e terreni della curia arcivescovile, nel 1200 un Filippo Marassi console del Bisagno, e nel 1188 un Guglielmo Maraccio firmò la pace coi Pisani. La famiglia dei marchesi Marassi esisteva ancora oltre la metà del secolo scorso.

La chiesa parrocchiale intitolata a S. Margherita (che è a capo di questa via, ma propriamente sulla piazza Rosmini) risulta pure antichissima. Nel 1027 è già nominata come cappella dipendente dai Benedettini. Al principio del '600 la cappella fu ingrandita a spese dei Cattaneo e di altri proprietari dei dintorni; nel 1866 fu fatta la facciata attuale. Il campanile è antico e sopra di esso nel 1322 si era fortificato un Dinegro a battagliare nelle lotte guelfo-ghibelline. La via attuale fu aperta al pubblico nel 1627.

Aggiunta

In questa via al n. 7 è la scuola elementare intitolata a Nicolò Brignole, patrizio genovese che beneficò le scuole elementari di Marassi allora tenute dalle monache. Era marito della marchesa Sofia Rostan che fu la prima promotrice degli Asili Infantili in Genova. Morì nel 1881 d'anni settanta.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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