Marco
Da Vie di Genova.
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(piazza e porta di S. —, da via del Molo).
Il nome è dato dalla chiesa fondata da un Streggiaporco, il quale ottenne nel 1173 il terreno dal governo sul quale erigerla, poi la consegnò all'Arcivescovo Ugo della Volta che a sua volta l'affidò al Capitolo di S. Lorenzo. I condannati a morte passavano innanzi a questa chiesa a ricevere l'estrema benedizione, prima di essere condotti all'estremo supplizio sul Molo Vecchio. L' ultimo giustiziato in Genova fu certo Cella Antonio, il 5 gennaio 1855.
Vicino alla chiesa è la porta che prende lo stesso nome, la quale mette sulla calata del Mandraccio.
E così pure sulla piazzetta della chiesa (come ha dimostrato il Podestà) e di fronte alla stessa s'ergeva il Palazzotto dove fino al 1428 ebbero sede i Salvatori del Porto e del Molo, poi anche Padri del Comune (come sarebbe a dire la civica Amministrazione) ceduto nel 1565 al Magistrato dell'Abbondanza che lo fece radere al suolo per fabbricarvi grandiosi magazzeni, tuttora esistenti, detti dell'Annona. Poco più avanti esiste altra porta detta Siberia, che mette sulla calata.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
