Martino

Da Vie di Genova.

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(via e piazza di S. —, da v. Mondonuovo a v. Sturla).


S. Martino d’Albaro era Comune a sè prima del 1873; ma anticamente era residenza estiva preferita dai capi del Comune e della repubblica di Genova, e sopratutto fino al 1797 residenza del governatore della Vallata del Bisagno, prima detto Podestà, poi Abbate del popolo, il quale, pur dipendendo dal capo dello Stato, reggeva la vallata assistito da un Consiglio di Anziani e aveva a' suoi ordini una compagnia di gendarmi. Egli aveva la sua sede nel palazzo, ora modificato, che sta sulla piazza di S. Martino, adibito ad uso della Scuola elementare maschile e femminile P. M. Canevari (v. Canevari). L'Abbate aveva diritto di assistere a tutte le solennità in forma ufficiale; e ogni anno la vigilia di Natale portava in pompa magna il Confogo al Doge. Il Confogo consisteva in un tronco d'albero ornato di fiori, sostituito dopo il 1637 da un semplice mazzo dì fiori.

La chiesa è antica e se ne ha memoria in atti del 1143. Nel medio evo era detta S. Martino de Irchis.

Qui vi furono lotte violente tra guelfi e ghibellini; quì i terrazzani guidati da Giovanni Maria Dellepiane mettevano in fuga i francesi nel 1684; quì pure combattevano contro gl'invasori austriaci nelle guerre del 1747, 1800 e 1814.

La via, oggi esistente, fu aperta, per ordine di Napoleone I, sul cominciare del secolo XIX.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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