Matteo

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(salita, piazza e vico di S. —, da p. De Ferrari a Campetto).


Potrebbe dirsi dei Doria, perchè la chiesa che dà il nome ai luoghi e i palazzi che ivi si trovano furono dei Doria e costituiscono il monumento storico glorioso dì tale famiglia.

La chiesa abbaziale, parrocchiale gentilizia pei Doria in qualunque parte della città abitino, fu edificata nel 1125 da Martino Doria: ma nel 1278 i Doria la rifecero più grandiosa. La facciata narra le vicende della potente famiglia, e l' interno è pieno di ricordi della stessa. Basti accennare alla spada di Andrea Doria che sostiene il baldacchino sopra l'altra maggiore. Nel chiostro antico che è annesso alla chiesa sono pure avanzi dei Doria, fra cui i residui delle statue di Andrea e Giannettino ch'erano prima del 1797 davanti al palazzo ducale.

Sulla piazza, il palazzo n. 17 è quello che la repubblica donò ad Andrea Doria, Padre della patria, nel 1528, che era stato eretto da un altro Doria nel 1486; gli altri palazzi furono pure fatti edificare dai Doria, sebbene nessuno più ora ne appartenga alla nobile famiglia.

Nel vico, al n. 12, è il palazzo che la repubblica donò nel 1354 a Pagano Doria dopo la gloriosa vittoria da lui riportata a Navarrino Vecchio sui veneziani, abbellito poi nel 1515 da un Paolo Doria.

Nella salita mi piace ricordare il palazzo n.19 , già dei Sauli, poi Danovaro, nel quale furono verso la metà del sec. XIX allogate le prime scuole tecniche o commerciali, come si dicevano, a cura del Comune.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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