Da Vie di Genova.
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(via — da p. Raibetta a p. Caricamento).
È una strada aperta, da non molti anni, per dare maggiore sfogo al transito dei veicoli ed in ispecie dei carri per lo sfollamento del Deposito Franco È questo un aggregato di dodici fabbricati tutti a magazzeno, una volta detto Portofranco, fondato dal Comune di Genova nel 1595 per allogarvi certe speciali mercanzie ed esteso poi nel 1623 a ricevere tutto quanto proveniva dalle navi e soggetto a dazi. È diviso in tanti quartieri che hanno tutti nomi di santi: S. Giorgio, S. Lorenzo, S. Marco, S. Maria, S. Caterina, S. Giuseppe, S. Antonio, S. Bernardo, S. Francesco, S. Gio Batta e S. Desiderio. Ve n'è poi uno moderno che fu intitolato a Giacomo Millo, probo negoziante, che fu per lunga serie d'anni, nella seconda metà del secolo scorso, Presidente della Camera di Commercio. Con legge 11 maggio 1865 venne abolito questo Portofranco, unico in Italia ancora esistente; ma, per le esigenze del Commercio, rimase ancora aperto per dieci anni. Nel '75 il Portofranco fu chiuso definitivamente, ma con la legge 6 agosto 1876 venne riaperto come Deposito Franco.
Il servizio di facchinaggio in questi magazzeni, nella Dogana e nella Darsena è affidato alla Compagnia dei Caravana, corporazione operaia esistente già fin dal sec. XIV, conoscendosi uno statuto della stessa con la data 11 giugno 1340. I Caravana dovevano essere di Bergamo e della Valle Brembana; ebbero speciali privilegi che conservarono fino a poco tempo fa e in parte conservano tuttavia. Nel 1848 fu soppresso l'obbligo di essere bergamaschi per entrare nella compagnia; Cavour volle nel '57 abolire le corporazioni privilegiate ma rispettò questa dei Caravana; così pure altre leggi speciali, che soppressero corporazioni o abolirono privilegi, nulla innovarono per questa Compagnia oramai secolare e specialissima per la nostra Genova.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.