Orefici

Da Vie di Genova.

 

 
 
Mappa

 
Immagini
non ci sono immagini

(via degli —, da v. Soziglia a v. Banchi).


L'arte degli orefici, dice il Cervetto, risale ad età remota. Essi tenevano antichissimamente le loro botteghe vicino a Campetto, detto anche Campeto Fabrorum, onde il vocabolo dialettale fraveghi, cioè orefici. Coperto il torrentello Soziglia e poi incanalato, gli orefici edificarono case aprendo botteghe e laboratori e si costituirono in corporazione sotto la protezione di S. Eligio. Questa corporazione teneva la propria Loggia in un porticato sito all'imbocco di vico S. Antonio. Poco discosto dalla Loggia gli orafi vollero collocare l'effige del loro patrono e nel 1640 affidarono l'opera al pennello di Pellegro Piola. Questi, giovanissimo, sposo da poco tempo, eseguì il lavoro così meravigliosamente da suscitare l'ammirazione universale. Il quadro fu esposto la mattina del 25 novembre dello stesso anno sulla facciata della casa n. 8 e la sera il povero Piola fu ucciso, forse da un invidioso della sua fama.

La corporazione degli orefici, cui s'intitola la via, fu sciolta nel 1797, ricostituita nel 1814, cessò poi del tutto dopo la metà del sec. XIX.

Nella primavera del 1870 il Mazzini abitò qualche po' nella casa n. 2 di questa strada, ospite di Felice Dagnino.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


Strumenti personali
Google AdSense