Pisacane
Da Vie di Genova.
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(via —, da p. Cipro a p. Palermo).
Carlo Pisacane nacque in Napoli il 22 agosto 1818 dal duca Gennaro di San Giovanni. Compì gli studi militari e d'ingegneria, entrò nell'esercito napoletano; ma nel '47 andò all'estero e si arruolò nella Legione straniera ai servizi della Francia per combattere nell'Algeria. Nel '48 volò in Lombardia e si battè con gli austriaci; l'anno seguente fu a Roma dove sostenne, fino all'ultimo, la repubblica; riparò quindi all'estero, ma poco vi rimase che sulla fine del '50 venne a Genova pigliando stanza in Albaro dove scrisse e pubblicò La Guerra combattuta in Italia. Scrisse ancora i Saggi storici-politici-militari sull'Italia, che videro la luce solo nel 1860. Quì, salvo brevi interruzioni, abitò, fino alla vigilia della spedizione nella quale doveva lasciare la vita, in piazza Colombo e in via Porta d'Archi nella casa n. 8. Nel 1857 indettatosi con Mazzini organizzò la spedizione che doveva portare la rivoluzione nel regno di Napoli d'accordo con un Comitato colà esistente. Partì nel pomeriggio del 25 giugno 1857 sul Cagliari e sbarcò nell'isola di Ponza, da quì a Sapri, villaggio nel golfo di Policastro, sventolando la bandiera dell'insurrezione. Ma nessuno rispose all'invito, non vennero gli aiuti promessi, le popolazioni indifferenti guardavano i pochi audaci. Il 1° luglio Pisacane e i suoi trecento compagni vennero assaliti sul piano di Padula dalle truppe borboniche otto volte superiori. Resistettero eroicamente invano chè le forze erano troppo disparate, e i pochi superstiti, compresi il Pisacane e il Nicotera furono costretti a riparare a Sanza il giorno seguente, dove tentarono ancora l'insurrezione; ma la stessa popolazione li aggredì e insieme ai soldati borbonici ne fece strage. Solo il Nicotera e pochi altri vennero tratti prigioneri.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
