Portoria
Da Vie di Genova.
| |
| ||||
|
(via di —, da v. Venti Settembre).
La repubblica di Genova, malgrado la sua neutralità nella guerra per la successione di Casa d'Austria, per le sue platoniche proteste contro l'occupazione del Finale, era nel 1746 caduta in piena balia delle forze austriache, secondate da quelle del re di Sardegna e dalle navali d'Inghilterra. Le imposizioni esorbitanti del generale austriaco Botta-Adorno e del conte Cotek, che non volevano lasciare ai genovesi altro che gli occhi per piangere, avevano già provocato un'irritazione vivissima nel popolo e nella stessa nobiltà da lasciar prevedere uno scoppio contro tanta prepotenza.
Bastava una scintilla a far nascere violentissimo incendio; e la scintilla si accese nel pomeriggio del giorno di lunedì 5 dicembre nella via di Portoria. Volevano gli austriaci spogliare Genova di tutte le sue artiglierie per mandarle al corpo di truppe che operava in Provenza, e trascinando un mortaio per quella via, questa sprofondò nel punto ove era stata poi collocata a memoria la lastra cui ho accennato. La gente stava attorno a guardare il caso curioso e i soldati che facevano sforzi per rialzare il mortaio, quando il comandante del drappello invitò i popolani a prestare aiuto nella bisogna. Riluttanti all'invito, erano sollecitati con offerta di pagamento; riluttanti ancora, erano minacciati di percosse so non obbedivano. Allora sorse un grido, un urlo di belva ferita, e un sasso colpì il comandante del drappello e altri sassi colpirono i soldati. Dalli, dalli; in un attimo la contrada di Portoria fu piena di popolo furente, dinanzi al quale il drappello austriaco scappò, inseguito dai popolani che, correndo la città, la sollevarono a rivolta contro l'invasore. La pioggia sopravvenuta e le esortazioni del governo valsero a calmare per la serata del 5 gli animi eccitati. Ma ripresa la lotta la domane, proseguì violenta, fino alla completa cacciata degli austriaci, per cinque giorni.
Chi fu primo a promuovere la rivolta di Portoria?
L'abate Olivieri, e Michele Giuseppe Canale nel 1846, vollero identificare l'eroico promotore in un giovinetto, Giambattista Perasso, abitante in vico Capriata e propriamente nella casa segnata col n. 3, che si disse sopranominato Balilla; ma è vero questo? Da certe memorie trovate dall'amico Cervetto sembra provato che un regazzo abbia lanciato la prima pietra, l'autore del famoso che l'inse?; ma ho dimostrato altrove (e oggi non ho da mutar avviso, malgrado l'amico Zandrino mi abbia voluto gabellare per pentito) che nessun fondamento storico ha l'apoteosi del Canale, e che nel bronzeo monumentino di piazza dell'Ospedale devesi raffigurare piuttosto il simbolo eroico del popolano di Portoria, che un particolare individuo di questa o quella casata. Alla gloria del popolo nulla importa che sia stato un Perasso che abbia iniziato la sommossa; il merito è tutto suo, poichè l'opera fu il prodotto spontaneo del suo fiero patriottismo.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
Attualmente esiste Piazza di Portoria, mentre la Via di Portoria oggi si chiama Via 5 Dicembre.
