Ripalta
Da Vie di Genova.
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(salita di —, da v. dei Servi a v. dritto di Ponticello).
Esisteva già nel sec. XV e così chiamasi, dice lo Staglieno, non già perché faccia capo a qualche ripa più o meno elevata, ma perché abitata da molti di tal cognome. Anticamente e per un certo tratto s'intitolava vico dei Pavia, carrubeus de Papia, pel casato omonimo che vi abitava e possedeva, onde, per la vicinanza all'abitazione del giovinetto Colombo fu detto da qualcuno che costui studiasse a Pavia, mentre forse in questo vico sarà andato a ricevere un po' d'istruzione. Il Podestà ricorda che nell'aprile del 1546 parecchie case di questa via rovinarono, travolgendo sotto le macerie molte persone.
Fra le botteghe n. 16 e 18 è murata una lapide che ricorda come in quella casa, al primo piano, che ha l'ingresso in vico Celso n. 6, nacque il 10 luglio 1804 Federico Campanella compagno fedele e costante di Giuseppe Mazzini dalla giovinezza alla morte (1884), che gli ultimi anni di sua vita trascorse a Firenze di null'altro occupandosi che dell'organizzazione del partito repubblicano, alieno da onori e da pompe, modesto, malgrado l'altissimo ingegno e la vasta coltura.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
