Vignoso
Da Vie di Genova.
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(vico —, da v. Posta vecchia a p. Cernaia).
Fin dal 1304 gli Zaccaria, potente famiglia genovese, erano padroni di Focea presso Smirne, e dell'isola di Scio; ma l'imperatore greco Andronico li spogliava di queste ultimi possedimenti, costringendoli a sudditanza per Focea.
I genovesi irritati di tale spogliazione nel 1346 armarono una flotta e al comando di Simone Vignoso la spedirono in Levante a ricuperare Scio. Il Vignoso durante il viaggio liberò Terracina ed altre terre del regno di Napoli delle quali si era impadronito un conte di Fondi; quindi si dirigeva su Negroponte. Qui incontravasi con una flotta veneta che pareva volta alla stessa impresa, e fu pregato, dietro sborso di grossa somma di cedere il passo ai veneti; ma l'onesto genovese rifiutando si dirigeva prestamente su Scio. Ivi giunto invitò i greci ad accettare la protezione genovese; ma i greci risposero arrogantemente, per la qualcosa il Vignoso sbarcò le sue truppe e s'impadronì dell'isola, cinse d'assedio la capitale, e il 12 settembre ripigliava possesso dell' isola a nome della repubblica.
Lasciato un presidio a Scio, si diresse a Focea che sottomise alla signoria ligure, quindi faceva ritorno a Genova, dove il Vignoso fu accolto trionfalmente il 9 novembre.
È memorabile l'onestà e l'energia di questo ammiraglio, il quale occupando Scio aveva proibito, sotto minaccia di pene severissime, che alcuno dei suoi s' introducesse nelle private proprietà; e poichè si accorse che un suo figlio, giovanissimo, s' era appropriato alcuni grappoli d'uva, lo fece condurre in giro per la città coll'uva pendente al collo, battuto dal carnefice.
L'isola di Scio rimase in proprietà di genovesi, costituiti in società di commercio, fino al 1556.
tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.
