Spotorno

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(vico —, da v. Carlo Felice a v. S. Sebastiano).


È intitolato al barnabita Giambattista Spotorno la cui famiglia è nota nella storia di Genova e di Savona sino dal 1280.

Egli nacque in Albissola il 24 ottobre del 1788 e fu educato dagli Scolopii; ma poco più che quindicenne entrò nei Barnabiti dì cui si fece professo in Macerata.

Fu a Chiavari lungo tempo, ospite dei marchesi Rivarola, insegnando agli alunni della Società economica; quindi fu chiamato ad insegnare in un collegio del suo ordine a Bologna, donde poi fu trasferito a Livorno. Qui ebbe ad alunni il Guerrazzi e il Mayer, il primo dei quali lo gratificò poi di violenti contumelie perchè lo suppose autore di un articolo biasimevole della sua «Battaglia di Benevento».

Volendosi poi dai Barnabiti restaurare e ritornare al culto la chiesa di S. Bartolomeo degli Armeni, stata prima chiusa, venne chiamato da Livorno il p. Spotorno che allora mise qui la sua residenza e vi morì il 22 febbraio del 1844.

Scrisse un trattato dell'arte epigrafica, delle canzoni, un volume, sempre notevole, sull'origine e sulla patria di Cristoforo Colombo e la pregiata Storia letteraria della Liguria della quale egli pubblicò quattro volumi, mentre il quinto non finito venne pubblicato molti anni dopo la sua morte e tenuto clandestino, tanto che riesce difficile a trovarlo.

Il p. Spotorno fu dottissimo quasi direi in ogni ramo di scienza, ma sopratutto fu un erudito come il Muratori, lo Zeno e Scipione Maffei, onorando la sua patria.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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