Strozzi Bernardo

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via —, da c. Firenze).


Questo valente pittore nacque in Genova da modesti genitori nel 1581. Da fanciullo, studiando i primi elementi della lingua e dell'aritmetica, si piaceva di disegnare a matita, riuscendo assai bene; ma il padre ne lo rimproverò acerbamente non volendo che il figlio diventasse imbratta-tele. Sebbene addolorato, cedè ai voleri paterni; però essendogli morto dopo non molto il genitore, la madre gli consentì di dedicarsi allo studio della pittura, raccomandandolo a Pietro Sorri, senese, di molto merito. A diciasette anni si fece cappuccino entrando nel convento di San Barnaba, non rinunziando però alla pittura che coltivò con amore come tanti altri frati. Non rimase lunga pezza nel convento, chè conosciutasi la valentia dello Strozzi fu richiesto di lavori e invitato a ritornare in famiglia sua sia per aiutare la madre e una sorella nubile, sia per meglio soddisfare alle commissioni che gli pervenivano. Ottenne di vivere fuori dell'Ordine fino a che vivesse la madre e non fosse maritata la sorella, e vivendo prima in un suo podere a Campi, vicino a Cornigliano, e poi in Genova seguì molti

celebrati lavori per cui andò rinomato col soprannome dì «Cappuccino». Mortagli la madre e collocata la sorella, fu invitato dall'Ordine a rientrare in convento; ma lo Strozzi aveva preso amore alla vita libera e tentò ogni mezzo per ottenere di essere liberato da quell'obbligo. Invano, chè un di la curia arcivescovile ne ordinò l'arresto, e condottolo in convento vi fu rinchiuso prigioniero con grandi tormenti.

Allora finse fervore religioso e dopo tre anni fu lasciato libero, ma solo nel convento; quindi ottenne ancora un giorno di poter visitare la sorella, e allora sfuggendo alla vigilanza di chi lo accompagnava, messo giù cappuccio e barba riuscì a guadagnare Venezia. Qui visse fino al 3 agosto 1644 ammirato e lodato, al sicuro d'ogni insidia.

Pitture sue si trovano nell'atrio del Municipio, nei palazzi Doria, Brignole Sale, in parecchie chiese e nelle Gallerie di Firenze, in Venezia e dovunque è coltivata l'arte del bello.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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