Tabarca

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(via —, da v. dei Mille).


Isola africana, ricca di banchi coralliferi, che misura una circonferenza di circa quattro chilometri, intorno alla quale i genovesi andavano alla pesca del corallo prima del secolo XVI. Nel 1547 Francesco Grimaldi e Francesco Lomellini ebbero in appalto l'isola con diritto di pesca nel mare circostante. Rimasero poi, soli padroni i Lomellini che vi acquistarono le immense ricchezze con cui poterono sfoggiare lusso principesco e crearsi delle abitazioni regali. Questi tenevano nell'isola un governatore cui era soggetta la piccola popolazione, che non poteva troppo aumentarsi non permettendosi spesso il matrimonio; in vetta avevano edificato un superbo castello sormontato da robusto torrione e tre bastioni. Nel 1600 la popolazione era salita a 1500 abitanti con abitazioni e giardini, magazzeni, batterie di difesa. Era un'isola fiorente, per cui destò le cupidigie dei francesi che tentarono una notte del 1633 d'impadronirsene, ma senza risultato. Nel 1695 i Lomellini ebbero nuove concessioni, per la pesca del corallo, dal Dey d'Algeri. Nel 1719 i Lomellini appaltarono Tabarca a Giacomo Filippo Durazzo e a Giambattista Cambiaso per dieci anni, allo spirare dei quali cessarono subentrandovi per otto anni Giacomo Lomellini. Nel 1741, mentre i Lomellini stavano trattando por cedere i privilegi sull'isola a una compagnia francese, il bey di Tunisi se ne impadronì conducendo seco novecento abitanti schiavi. Cadde così lo stabilimento corallifero e commerciale dei genovesi nel mare d'Africa.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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