Tecla

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(salita di S. —, dalla sal. della Noce).


Quasi a capo della salita, sopra un largo spiazzo fin dal 1191 era una chiesa dedicata a S. Tecla ufficiata dagli Agostiniani sino al 1250 circa. Nel 1359 questa chiesa era proprietà del doge Simone Boccanegra, e nel 1619 era di Bartolomeo Mainero. Questi vi chiamò tre anni dopo i Camaldolesi di Torino; ma per le guerre col duca di Savoia essendo costoro venuti in sospetto ai governatori della Repubblica la cedettero ai Camaldolesi di Toscana. Questi vi stettero poco tempo chè si eressero l'eremo di Camaldoli. La chiesa esisteva ancora nel 1743; ma tre anni dopo l'ing. Sicre presentava al governo della repubblica il progetto d'un forte da erigersi al posto della chiesa cadente; e vi furono poco dopo eseguiti alcuni lavori; ma solo nel 1774 e su disegno del maggiore ing. Codeviola venne dato assetto definitivo al forte che i francesi durante l'assedio del 1800 migliorarono.

Nel giugno del 1747 gli austriaci, che si erano impadroniti di S. Tecla e vi si erano fortificati, furono cacciati dall'artiglieria franco-ligure appostata presso il santuario del Monte.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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