Torre degli Embriaci

Da Vie di Genova.

 

 
 
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(salita della —, dalla p. Embriaci alla salita di S. Maria di Castello).


Quasi alle falde del colle su cui s'erge la chiesa di S. Maria di Castello esiste tuttavia il palazzo e la torre di quelli Embriaci di Castello che si segnalarono nelle Crociate e furono più volte al Governo del Comune genovese (v. Embriaci). Due iscrizioni dettate dal canonico Grassi ad istanza della marchesa Luisa Brignole Sale duchessa Melzi vi furono apposte nel 1869 e vi si conservano, sebbene la proprietà dello stabile sia passata ad altre mani.

La famiglia Embriaci possedeva pressochè tutta la località di Castello, ma anche in altre parti della città aveva case e torri. Così presso la porta di S. Andrea nel 1228 un Guglielmo Embriaco, che non è l'eroe di Cesarea, ne fece costruire una in mattoni; ma ormai più non esiste che questa ricordata la cui altezza eccezionale di 165 palmi fu rispettata dalla legge del 1196 la quale impose a tutte le altre di ridursi a non più di 80 piedi.

La torre tutta in pietra e in solida muratura appartenne per secoli alla famiglia Embriaci, entrata poi a far parte dell'albergo Giustiniani quando i Maonesi o azionisti di Scio assunsero tale cognome. Infatti nel 1511, ai 17 di marzo, Gregorio, Antonio e Pantaleo Giustiniani fu Pagano vendettero la torre e il palazzo ad Accellino Cattaneo q. Marco; mentre nel 1425 risulta come fosse ancora intestata ad un Giuliano di Castello.

L'Accellino Cattaneo nel 1539 la vendette a Carlo Cattaneo; e dai Cattanei passò con atto 27 settembre 1583 a Giulio Sale. Questi la trasmise alla figlia che la portò in dote al consorte Gian Francesco Brignole, doge della repubblica, il quale al proprio casato aggiunse quello della moglie; indi i Brignole Sale ultimi patrizi proprietari di questa torre medioevale.

tratto da "Vie di Genova", F. Donaver, Ed. Moderna, Genova, 1912.


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